In entrambi gli interventi è risultato evidente come la focalizzazione sul “fattore umano” sia premessa fondante per la buona riuscita dei progetti, non sempre garantita solamente dall’uso di tecnologia. Un’evidenza dei primi progetti Industry 4.0 è che “A fronte del rapidissimo sviluppo (della tecnologia), assistiamo però ad una velocità di adozione nelle aziende non altrettanto rapida, fenomeno che dipende da una somma di fattori, quali la visione, la cultura, la resistenza al cambiamento, i costi.”
In pratica non c’è una ricetta universale, ha continuato Angelo Bertini, ma un modo di approcciare i progetti perché a fronte di una velocità esponenziale dei sistemi tecnologici “la velocità di adattamento delle persone e soprattutto delle organizzazioni segue trend tipicamente «lineari», creando un gap sostanziale tra disponibilità di nuove tecnologie ed adozione delle stesse da parte delle organizzazioni. Più grandi le organizzazioni, più grande il gap. Questa è la vera sfida da affrontare: modificare le organizzazioni, coinvolgendo le persone”.
Tema sottolineato anche tra i fattori alla base del successo dell’esperienza DANI nel progetto “Linkki”, nel quale la formazione ed il coinvolgimento dei collaboratori che hanno rivestito in seguito un ruolo operativo, è stato fondamentale.