Le sezioni che lo compongono, sono:
1. Customers Segment: i segmenti di clienti ai quali l’azienda si rivolge, chi sono, dove sono e quanti sono i clienti (ed i mercati) a cui ci si vuole rivolgere
2. Value Proposition: la proposta di valore dei prodotti / servizi che l’azienda vuole offrire; ovvero come soddisfare i bisogni del cliente e quindi creare Valore Percepito
3. Channels: i canali di distribuzione e di contatto con i clienti, ovvero come fare arrivare il prodotto al Cliente
4. Customer Relationships: le relazioni che si instaurano con i clienti, dal contatto, alla prima vendita, al mantenimento delle relazioni nel tempo
5. Revenue Streams: il flusso di incassi generato dalla vendita dei prodotti / servizi, quale prezzo deve avere il bene, sulla base della platea di mercato stimata
6. Key Resources: le risorse chiave necessarie perché l’azienda funzioni e perché le attività vengano svolte
7. Key Activities: le attività chiave che servono per far funzionare il modello di business aziendale;
8. Key Partnerships: i partner chiave con cui l’impresa dovrà stringere alleanze. Non tutte le risorse e compteneze possono essere al’’interno dell’azienda
9. Cost Structure: i costi di struttura che l’azienda dovrà sostenere, ovvero quali costi servono per sviluppare le attività necessarie al funzionamento del modello
LA GENESI DEL BUSINESS MODEL CANVAS
Grazie all’intuizione di Alexander Osterwalder questo modello ha rivoluzionato il modo di “rappresentare” un business model, rendendo possibile a tutti la comprensione di elementi complessi che riguardano il funzionamento di un’intera azienda.
Business Model Generation (Creare Modelli di Business) è il libro che detta i fondamenti del Business Model Canvas, è stato pubblicato nel 2009 dopo uno straordinario lavoro svolto dal Main Team guidato da Alexander Osterwalder e Yves Pigneur e una community internazionale che ha coinvolto 470 esperti e consulenti in giro per il mondo. Il manuale affonda le sue radici nella tesi di dottorato di Osterwalder datata 2004 (The Business Model Ontology), dove viene sviluppato il primo concept del modello.
Il Business Model Canvas è ormai entrato nei programmi di formazione universitaria e viene impartito nelle migliori business school del mondo, prime fra tutte Berkeley e Stanford University.
Il modello viene utilizzato sia per descrivere progetti di sviluppo di iniziative imprenditoriali, che come strumento per individuare percorsi di Innovazione dei i propri processi, del proprio posizionamento aziendale sul mercato, dei propri prodotti e servizi, generando idee per sviluppo di nuovo valore e sorgente di valore.
L’UTILIZZO DEL BUSINESS MODEL CANVAS
Il Business Model Canvas è costruito sulla logica del “visual thinking” e consente di condividere concetti complessi in maniera semplice, creando un linguaggio universale comprensibile a tutti.
E’ uno strumento dinamico attraverso il quale è possibile ideare nuovi business e potenziare quelli attuali, creando un forte e duraturo vantaggio competitivo rispetto al mercato.
Tutto parte da un’idea di business, uno spunto imprenditoriale su cui poter innescare una attività, ovvero nella identificazione di una proposta di prodotto o servizio, che si pensa possa avere successo.
Prima di partire però con la realizzazione di quanto ideato, è necessario perfezionare l’idea, capire come si colloca sul mercato, con quali e quanti clienti ci si confronta, come ci si differenzia dagli altri attori del mercato, quali azioni sono necessarie e quali risorse servono per la sua realizzazione, ottenendo un primo bilancio di sostenibilità e possibile successo.
Può trattarsi di idee effettivamente innovative o di variazione della modalità di proposizione di beni e servizi già esistenti, in modo da soddisfare i bisogni reali dei potenziai clienti.
Spesso, le difficoltà di fruizione di servizi, sono altrettanto importanti che i servizi stessi, basta pensare, ad esempio, ai sistemi di pagamento.